H. Jeddou, S. Tzedakis, F. Robin, A. Merdrignac, P. Houssel, M. Rayar, V. Desfourneaux, D. Bergeat, M. Lakehal, L. Sulpice, K. Boudjema
{"title":"Tecniche di trapianto di fegato negli adulti","authors":"H. Jeddou, S. Tzedakis, F. Robin, A. Merdrignac, P. Houssel, M. Rayar, V. Desfourneaux, D. Bergeat, M. Lakehal, L. Sulpice, K. Boudjema","doi":"10.1016/s1283-0798(21)46082-1","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/s1283-0798(21)46082-1","url":null,"abstract":"","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"19 1","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"82912778","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Y. Renard (Maître de conférences des Universités, praticien hospitalier) , P. Ortega-Deballon (Professeur des Universités, chirurgien des Hôpitaux)
{"title":"Generalità sulle ernie incisionali (eventrazioni) della linea mediana","authors":"Y. Renard (Maître de conférences des Universités, praticien hospitalier) , P. Ortega-Deballon (Professeur des Universités, chirurgien des Hôpitaux)","doi":"10.1016/S1283-0798(21)46081-X","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)46081-X","url":null,"abstract":"<div><p>L’incidenza delle eventrazioni dopo laparotomia mediana è elevata. Si tratta dunque di una patologia con la quale il chirurgo si confronta frequentemente. La naturale evoluzione verso l’aumento delle dimensioni e l’insorgenza dei sintomi, oltre al rischio di complicanze (soprattutto ostruzione da strozzamento), fanno sì che spesso venga posta l’indicazione all’intervento chirurgico. La diagnostica per immagini (TC) può essere utile per caratterizzare i difetti e determinare la strategia terapeutica. Il trattamento chirurgico delle eventrazioni della parete addominale mira a ricostituire una parete anatomica e funzionale. La strategia chirurgica deve tenere conto delle caratteristiche dell’eventrazione e del paziente e adattarsi alla situazione precisa. L’attuale standard di trattamento è la riparazione anatomica con rinforzo della riparazione attraverso del materiale protesico. Infatti, le tecniche di riparazione senza protesi (rafia) sono gravate da un rischio inaccettabile di recidiva. Esistono diversi tipi di rinforzi che possono adattarsi a diverse situazioni. Il rinforzo parietale può essere collocato in diverse posizioni, considerando attualmente come riferimento la posizione extraperitoneale (retromuscolare o preperitoneale). Se non è possibile mettere la protesi in posizione extraperitoneale, la posizione intraperitoneale è l’alternativa da considerare. Le riparazioni parietali hanno molte varianti e vie d’accesso (aperte o minimamente invasive) senza dati scientifici che consentano di ritenerne una come ideale.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"28 1","pages":"Pages 1-12"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72071405","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Z. Lakkis (Maître de conférences des Universités, chirurgien des Hôpitaux) , B. Borraccino (Praticien hospitalier) , P. Ortega-Deballon (Professeur des Universités, chirurgien des Hôpitaux)
{"title":"Ernie incisionali (eventrazioni) fuori dalla linea mediana","authors":"Z. Lakkis (Maître de conférences des Universités, chirurgien des Hôpitaux) , B. Borraccino (Praticien hospitalier) , P. Ortega-Deballon (Professeur des Universités, chirurgien des Hôpitaux)","doi":"10.1016/S1283-0798(21)46083-3","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)46083-3","url":null,"abstract":"<div><p>Le ernie addominali laterali (sottocostali, lombari, iliache, pararettali o del fianco) sono meno frequenti di quelle mediane ma costituiscono una vera sfida per il chirurgo. L’anatomia delle pareti laterali con rilievi ossei contigui rende difficile l’applicazione di una grande protesi di rinforzo parietale in posizione retromuscolare (posizione ideale) e il suo fissaggio. A causa di queste peculiarità, le tecniche di riparazione sono codificate meno che per le ernie mediane e i risultati sono nettamente meno soddisfacenti, essendo queste sedi di per sé un fattore di rischio di recidiva. Talvolta si associa una zona di amiotrofia e di rigonfiamento parietale da denervazione che bisogna saper identificare preoperatoriamente per informare il paziente della possibilità di un’asimmetria residua in assenza di recidiva. In ogni caso, una riparazione duratura prevede l’utilizzo di una protesi di rinforzo parietale. Infine, questo capitolo affronta le eventrazioni perineali dopo amputazione addominoperineale, la cui frequenza è in aumento. A volte sono associate a una ptosi vescicale che deve essere valutata prima dell’intervento chirurgico. La loro riparazione può essere effettuata per via addominale e/o perineale, essendo indispensabile anche il rinforzo protesico per prevenire le recidive, frequenti ma spesso di volume inferiore all’eventrazione iniziale.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"28 1","pages":"Pages 1-8"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72071406","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
H. Jeddou, S. Tzedakis, F. Robin, A. Merdrignac, P. Houssel, M. Rayar, V. Desfourneaux, D. Bergeat, M. Lakehal, L. Sulpice, K. Boudjema
{"title":"Tecniche di trapianto di fegato negli adulti","authors":"H. Jeddou, S. Tzedakis, F. Robin, A. Merdrignac, P. Houssel, M. Rayar, V. Desfourneaux, D. Bergeat, M. Lakehal, L. Sulpice, K. Boudjema","doi":"10.1016/S1283-0798(21)46082-1","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)46082-1","url":null,"abstract":"<div><p>Il 1° marzo 1963, Thomas Starzl tenta il primo trapianto di fegato a Denver, in Colorado. Operazione “dell’impossibile”, che si conclude “in tragedia” con un’emorragia incontrollabile. I fallimenti si susseguono e in realtà sono dovuti all’assenza di terapia immunosoppressiva. Questi fallimenti non scoraggeranno il chirurgo che, facendo affidamento su un programma pluriennale di sperimentazione animale, finisce per imporre il “suo” trapianto come l’unica cura efficace delle gravi malattie del fegato. È la ciclosporina che salva il trapianto di fegato e il suo promotore. I primi successi dell’innesto ortotopico cosiddetto “classico”, con circolazione extracorporea, daranno l’avvio a perfezionamenti tecnici e alla variazione della tecnica principale: innesto senza <em>bypass</em>, trapianto a partire da fegati ridotti, innesto per due a partire da un innesto condiviso in situ o ex vivo, innesto con emitrasposizione cavoportale, innesto ausiliario eterotopico e poi ortotopico e infine innesto a partire da un emifegato prelevato da un donatore vivente. Non ce n’è più uno solo, ma esistono numerosi trapianti di fegato.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"28 1","pages":"Pages 1-22"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72071404","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
J. Faucheron, G. Poncet, D. Voirin, W. Moreno, L. Stathopoulos
{"title":"Malattia di Hirschsprung nell’adulto","authors":"J. Faucheron, G. Poncet, D. Voirin, W. Moreno, L. Stathopoulos","doi":"10.1016/S1283-0798(09)70449-8","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(09)70449-8","url":null,"abstract":"","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"11 1","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"84920809","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
J.-L. Faucheron (Professeur des Universités, praticien hospitalier), P.-L. Verot, P.-Y. Sage (Praticien hospitalier), E. Girard (Chef de clinique, assistant), B. Trilling (Chef de clinique, assistant)
{"title":"Malattia di Hirschsprung nell’adulto","authors":"J.-L. Faucheron (Professeur des Universités, praticien hospitalier), P.-L. Verot, P.-Y. Sage (Praticien hospitalier), E. Girard (Chef de clinique, assistant), B. Trilling (Chef de clinique, assistant)","doi":"10.1016/S1283-0798(21)45659-7","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)45659-7","url":null,"abstract":"<div><p>Al giorno d’oggi, la malattia di Hirschsprung è scoperta eccezionalmente in età adulta, di fronte a una stipsi ostinata che risale sempre alla prima infanzia. L’intervento è raccomandato per proteggere il paziente da gravi complicanze digestive. La preparazione in questa patologia deve essere drastica, per permettere di trattare la zona di acalasia e il colon irreversibilmente disteso, la cui lunghezza è stimata sul bilancio morfologico. Piuttosto che le operazioni classiche come quelle descritte da Duhamel, Swenson o Soave, è attualmente possibile proporre una resezione sigmoidorettale per via laparoscopica, seguita da un abbassamento transanale del colon sano, quindi da un’anastomosi coloanale differita di alcuni giorni: l’esteriorizzazione del pezzo operatorio è realizzata per via anale e il tempo necessario per eseguire l’anastomosi consente di affrancarsi da una stomia. Le cicatrici sono, quindi, molto discrete, il che è di grande interesse in questi pazienti spesso giovani.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"27 4","pages":"Pages 1-10"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72104278","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Colectomia destra per cancro","authors":"A. Valverde","doi":"10.1016/S1283-0798(21)45658-5","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)45658-5","url":null,"abstract":"<div><p>La colectomia destra per cancro è la resezione associata della parte terminale dell’ileo, del colon ascendente, della parte destra del trasverso e di tutto il territorio di drenaggio linfonodale al margine destro dell’asse mesenterico superiore. La tecnica, ben codificata, richiede la liberazione dell’intero quadro ileocolico destro e il controllo vascolare all’origine dei vasi, la cui distribuzione è soggetta a numerose varianti anatomiche. L’accesso laparoscopico per colectomia destra è una tecnica validata che consente una resezione oncologica con svuotamento linfonodale ottimale. L’intervento viene effettuato “dall’interno all’esterno”, cioè controllando prima i vasi al margine destro dell’asse mesenterico superiore e, poi, liberando le inserzioni ileocoliche esterne. Il momento delicato è quello dello svuotamento davanti alla testa del pancreas. La chirurgia con assistenza robotica, in pieno sviluppo nella specialità digestiva, costituisce una nuova opzione per realizzare la colectomia destra.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"27 4","pages":"Pages 1-20"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72104279","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
O. Armstrong (Ancien Professeur d’anatomie à la Faculté de médecine de Nantes, ancien chirurgien digestif au CHU de Nantes, expert en pédagogie de la CIDMEF [Conférence Internationale des Doyens et des Facultés de Médecine d’Expression Française], directeur de CIDMEF-Sciences)
{"title":"Anatomia chirurgica delle pareti dell’addome","authors":"O. Armstrong (Ancien Professeur d’anatomie à la Faculté de médecine de Nantes, ancien chirurgien digestif au CHU de Nantes, expert en pédagogie de la CIDMEF [Conférence Internationale des Doyens et des Facultés de Médecine d’Expression Française], directeur de CIDMEF-Sciences)","doi":"10.1016/S1283-0798(21)45657-3","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1283-0798(21)45657-3","url":null,"abstract":"<div><p>L’anatomia chirurgica dell’addome può essere compresa solo in relazione a un tutto: il tronco. Parte intermedia di esso, l’addome è compreso tra la cavità toracica cranialmente (in alto) e la cavità pelvica caudalmente (in basso) e condivide con esse limiti comuni che spiegano fisiologie e conseguenze patologiche. Le diverse pareti dell’addome devono essere considerate separatamente e lo saranno per motivi di praticità, di esame clinico quotidiano e di comprensione chirurgica con le sue applicazioni. Le vie d’accesso all’addome saranno discusse altrove in questo libro. Ma non si possono prendere in considerazione senza comprenderne pienamente i limiti, quindi le pareti della cavità addominale e i suoi collegamenti con il torace e la pelvi.</p></div>","PeriodicalId":100456,"journal":{"name":"EMC - Tecniche Chirurgiche Addominale","volume":"27 4","pages":"Pages 1-12"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"72104280","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}