Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8649
Irene Di Pietro
{"title":"Realtà aumentata per la fruizione museale: risorse culturali o inevitabili invasioni?","authors":"Irene Di Pietro","doi":"10.6092/issn.2240-7251/8649","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/issn.2240-7251/8649","url":null,"abstract":"L'utilizzo della realta aumentata - augmented reality, all'interno di contesti museale puo essere ricondotta alla dimensione comunicativa di questi ultimi e alla possibilita di contaminazione tra aspetti analogici e digitali del museo stesso. Nell''utilizzo di queste particolari applicazioni il ruolo dell'istituzione e della collezione sembra quasi essere passivo e non reale promotore, quasi non cogliesse pienamente le possibilita offerte. Il saggio intende esaminare lo strumento della realta aumentata mettendo in luce le caratteristiche che possono rivelarsi strategiche per l'utilizzo in contesti di comunicazione museale: l'utilizzo del linguaggio visivo come veicolo di apprendimento, il ridare voce a un oggetto musealizzato, la possibilita di ricostruire contesti allestitivi e opere lacunose, la diffusione delle ricerche, un approccio stimolante e la possibilita della creazione di una conoscenza personalizzata.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"117-122"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"71264995","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/ISSN.2240-7251/8641
Marinella Pigozzi
{"title":"Pietro Lamo in San Francesco a Bologna","authors":"Marinella Pigozzi","doi":"10.6092/ISSN.2240-7251/8641","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/ISSN.2240-7251/8641","url":null,"abstract":"Pietro Lamo, in his Graticola di Bologna , moving throught the city, emphasises the artistic outcome, the product and the geographic culture of the author, and the customer. Pietro Lamo, pictor and writer, member of the Council of the Artists Society (where he is documented until april 15, 1574), died at the end of that month and on the first of May, was buried in the Cloister of the Dead of San Francesco: the Gothic church where he had worked and whose architecture and art he valued. Graticola di Bologna was left unfinished. Remains the cultural heritage's splendor that Lamo remind us: a chest full of treasures and creative energies.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"1-8"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"42399313","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/ISSN.2240-7251/8645
Guido Checchi
{"title":"L’iconoclastia nelle stampe tedesche del Cinquecento","authors":"Guido Checchi","doi":"10.6092/ISSN.2240-7251/8645","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/ISSN.2240-7251/8645","url":null,"abstract":"Discusso, in prevalenza, dal punto di vista storico e teologico, il ruolo delle immagini religiose, nella polemica fra cattolici e protestanti, si riflette in alcune incisioni tedesche raffiguranti scene d’iconoclastia. Le violenze iconoclaste furono denunciate in alcune xilografie fin dal 1522, nello scritto cattolico Von dem grossen lutherischen narren del francescano Thomas Murner, parte di un piu lungo contenzioso con Lutero. Il libello illustrato dall’allievo di Durer, Erhard Schon, che critica l’avversione di alcuni contro le immagini di culto, esprime la posizione moderata del versante luterano, dove le immagini sono viste come oggetti inermi e subordinati dalla volonta dell’uomo. Alla piu radicale iconoclastia della Svizzera di Zwingli, appartengono le incisioni di Heinrich Vogtherr, formatosi nella scuola di Augusta. In queste si rievoca l’esempio storico dell’iconoclastia dell’Antico Testamento e di quella bizantina dell’VIII secolo, eseguita direttamente dall’autorita.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"50-71"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"44063383","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/ISSN.2240-7251/8646
S. Sirocchi
{"title":"Tommaso loraghi «tagliapietre», l’ultimo altare","authors":"S. Sirocchi","doi":"10.6092/ISSN.2240-7251/8646","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/ISSN.2240-7251/8646","url":null,"abstract":"L’altare della Beata Vergine del Carmine nella chiesa modenese di San Biagio, il piu prezioso per i marmi policromi di cui si compone, e qui ricondotto a Tommaso Loraghi (1608-1670), celebre scultore e tagliapietre impegnato nei principali cantieri del ducato estense. Sulla base dell’inedita convenzione tra lo scultore, i frati e Flaminio Cantuti, detentore della cappella, il contributo offre un’analisi stilistica dell’opera, l’ultima prima della morte dello scultore, inquadrandola tanto nell’alveo della sua produzione che nel programma di rinnovamento decorativo della chiesa promosso alla meta del XVII secolo. Nuovi documenti concorrono a chiarire le varie tappe del completamento di questa prestigiosa commissione, terminata dal fratello Antonio (1626-1685), sovrintendente alle fabbriche ducali, e a definirne le migliorie e i nuovi arredi settecenteschi.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"72-83"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"47153676","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8647
S. Nicolini
{"title":"«…stimandolo io grandemente, non tanto per li versi, quanto per le miniature»: spunti dalla letteratura artistica per la fortuna della decorazione libraria nella prima metà del Settecento","authors":"S. Nicolini","doi":"10.6092/issn.2240-7251/8647","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/issn.2240-7251/8647","url":null,"abstract":"La prima meta del Settecento vede la maturazione di un importante interesse per la miniatura medievale e rinascimentale. L’articolo indaga sui contributi che alcuni protagonisti della scena culturale italiana – Giovan Mario Crescimeni, Apostolo Zeno, Giambettino Cignaroli – diedero all’affermazione della fortuna della decorazione libraria anche attraverso l’elaborazione di un modello linguistico piu moderno e anticipando aspetti della storiografia che fiorisce nella seconda meta del secolo.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"84-102"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"49084534","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-24DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8648
P. Cova
{"title":"Le testimonianze artistiche medievali della Rocchetta Mattei. Tra mito, riutilizzo e falsificazione","authors":"P. Cova","doi":"10.6092/issn.2240-7251/8648","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/issn.2240-7251/8648","url":null,"abstract":"Il saggio nasce dalle ricerche compiute in occasione del convegno “Il Medioevo fra noi. Quinta edizione. Percorsi di frontiera.”, che si e svolto tra il 7 e il 9 giugno 2018 tra Urbino e Gradara. Attraverso l'indagine di alcune delle testimonianze scultoree medievali che sono oggi conservate alla Rocchetta Mattei a Riola di Vergato, nel Comune di Grizzana Morandi, l'autore cerca di tracciare una piu ampia riflessione sul gusto e la committenza del conte Cesare Mattei. Accanto a questi manufatti originali, la ricerca si allarga ad altre due categorie di prodotti artistici: le copie, realizzate ad hoc e frequentemente modificate nei caratteri formali, e infine le opere d'arte contemporanee create appositamente dalle botteghe che operavano alla Rocchetta. Lo studio disvela cosi la storia di alcune opere d'arte, le loro caratteristiche tecniche e stilistiche, e tra conferme storiografiche e importanti novita vengono messi in evidenza i molteplici rapporti tra gli artefatti e l'eclettica struttura architettonica voluta da Mattei.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"103-116"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-24","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"45801160","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-09DOI: 10.6092/ISSN.2240-7251/8605
S. Battistini
{"title":"Un'autorevole direzione: Supino e il Museo Davia Bargellini","authors":"S. Battistini","doi":"10.6092/ISSN.2240-7251/8605","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/ISSN.2240-7251/8605","url":null,"abstract":"Igino Benvenuto Supino ebbe per quasi 10 anni l'incarico di direttore del Museo d'Arte Industriale di Bologna, a partire dal 1929, in seguito alla vacanza di direzione determinatasi con la morte di Francesco Malaguzzi Valeri. Si trovo a gestire un museo con caratteristiche assolutamente peculiari, per di piu gia dotato di un catalogo agile ed esauriente, corredato da un numero di foto considerevolissimo per una pubblicazione di piccolo formato dell'epoca. Per prima cosa Supino diede l’incarico di redigere un nuovo inventario di “oggetti, mobili, quadri” per comprendere esattamente l'entita del patrimonio e le provenienze. Durante la sua gestione egli effettuo poche acquisizioni, ma di opere significative dal punto di vista artistico, evitando quindi di includere materiali che avessero importanza soltanto come testimonianze dell'artigianato locale di pregio. La sua attivita si interruppe alla fine del 1938, quando fu formalmente rimosso per l'applicazione delle leggi razziali.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"36-50"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-09","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"48156113","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-09DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8607
C. Frisoni
{"title":"Varia complessità di una fototeca di ateneo","authors":"C. Frisoni","doi":"10.6092/issn.2240-7251/8607","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/issn.2240-7251/8607","url":null,"abstract":"Una breve introduzione alla complessita della Fototeca dell'ateneo bolognese, legata allo storico Istituto di Storia dell'Arte, con un cenno ai fondi che ne costituiscono la ricchezza visiva e documentaria. L'esperienza personale, maturata nel corso di un progetto di primo riordino di tutti i materiali in previsione del trasloco della fototeca dalla vecchia sede di Via Zamboni alla nuova di Santa Cristina della Fondazza, diventa qui l'occasione per alcune riflessioni di carattere metodologico. Per un trattamento dell'archivio che ne rispetti il percorso costitutivo, senza forzature ma cercando di rintracciare la specificita dei singoli nuclei e le loro inevitabili relazioni, con la determinata volonta di condivisione e diffusione dei contenuti che queste fotografie possono offrire.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"61-64"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-09","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"46216095","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-09DOI: 10.6092/ISSN.2240-7251/8606
Ilaria Cristallini
{"title":"Il fondo Supino \"partizione antica\": riordino e catalogazione","authors":"Ilaria Cristallini","doi":"10.6092/ISSN.2240-7251/8606","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/ISSN.2240-7251/8606","url":null,"abstract":"L’intervento descrive le vicende di una parte della fototeca Igino Benevento Supino, che ha seguito un percorso diverso e si e ricongiunta solo nel 2006 al fondo ora conservato presso il Dipartimento delle Arti dell’Universita di Bologna. Nel 1990 un nucleo di circa 3000 fotografie, conservata nel Dipartimento di Arti visive viene trasferita all’allora archivio storico per permetterne il riordino, la tutela e la valorizzazione. Dopo diversi tentativi di riordino, nel 1992 l’ordinamento originale per tematiche e ormai andato perso e viene scelto un ordinamento per aree geografiche, poi mantenuto per coerenza. Tutti gli esemplari vengono digitalizzati ad alta definizione, la scansione interessa anche il cartoncino su cui sono apposte le numerose albumine: oltre all’indubbio valore delle immagini alcune fotografie riportano il timbro di Nerino Ferri, altre riportano una nota in inglese, probabilmente di un collezionista esperto. Contemporaneamente si effettua una prima schedatura in SEBINA e la pubblicazione a bassa definizione sul sito dell’Archivio Storico dell’universita di Bologna. Nel 2006 la raccolta si ricongiunge con il nucleo piu corposo tuttora conservato presso il Dipartimento delle Arti.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"51-60"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-09","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"42444526","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Intrecci d ArtePub Date : 2018-10-09DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8612
Giampiero Romanzi
{"title":"Profili di tutela e strategie archivistiche","authors":"Giampiero Romanzi","doi":"10.6092/issn.2240-7251/8612","DOIUrl":"https://doi.org/10.6092/issn.2240-7251/8612","url":null,"abstract":"The contribution summarizes, underlining the specificities of the archives, the main nodes of the national legislation on the protection of cultural heritage, applying them to the case of the Supino photographic archive of the University of Bologna. Some brief reflections on the most suitable descriptive methodologies for a photographic archive follow. In particular, the notion of context is highlighted, which may allow a unitary and coherent view of the fonds in question, applied both to the producer and to the methods of historical settlement of the documents.","PeriodicalId":40113,"journal":{"name":"Intrecci d Arte","volume":"7 1","pages":"127-135"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2018-10-09","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"44031596","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}