{"title":"Considerazioni preliminari per una ricerca sociolinguistica sul sardo di migrazione nel Biellese","authors":"C. Meluzzi, R. Luzietti, Nicholas Nese","doi":"10.5565/rev/qdi.581","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.581","url":null,"abstract":"Il lavoro presenta una prima indagine sociolinguistica di un corpus di parlanti sardi di prima generazione che sono migrati nel Biellese, una valle alpina nel nord-ovest d’Italia. I dati sono stati raccolti attraverso interviste etnografiche sia con singoli parlanti sia con coppie di coniugi che sono migrati dalla Sardegna. L’analisi è stata condotta sui repertori e gli usi linguistici che emergono dalle interazioni registrate e sulla variabilità fonetica dello Spazio vocalico in alcuni parlanti selezionati. I risultati mostrano come le diverse varietà di sardo sono conservate all’interno delle famiglie ma non sono trasmesse alle generazioni di migrazione più giovani.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":" 21","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-18","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"138964396","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Luca Serianni e l’OIM, un ricordo personale","authors":"Matthias Heinz","doi":"10.5565/rev/qdi.598","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.598","url":null,"abstract":"Questo testo è dedicato alla memoria di Luca Serianni. L'autore ricorda la sua collaborazione con il filologo italiano nel contesto del progetto OIM (Osservatorio degli italianismi nel mondo) dell’Accademia della Crusca.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"77 3","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-18","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"138965329","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"realismo poetico dell’American Idiom di William Carlos Williams","authors":"Nicola Di Nino","doi":"10.5565/rev/qdi.562","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.562","url":null,"abstract":"L’articolo si sofferma su una quasi sconosciuta prefazione scritta da William Carlos Williams ai sonetti dialettali di Giuseppe Gioachino Belli tradotti da Harold Norse alla fine degli anni Cinquanta. Nel breve saggio, qui tradotto per la prima volta in italiano, il poeta americano ribadisce con forza la sua poetica realista basata sull’uso dell’American Idiom, una lingua considerata diversa dall’inglese parlato nel Regno Unito, e il cui valore letterario viene paragonato a quello raggiunto da Belli nello scrivere i suoi sonetti in dialetto","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"127 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"122618125","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"“Non è senza timore che inizio la mia opera di insegnante”. Leonardo Sciascia maestro elementare (1949-1957)","authors":"Dario De Salvo","doi":"10.5565/rev/qdi.551","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.551","url":null,"abstract":"Il 12 ottobre del 1949 Leonardo Sciascia comincia la sua carriera di maestro elementare. Avverte, fin da subito, un forte senso di disagio che espliciterà chiaramente nel 1956 con Le Parrocchie di Regalpetra. Un’opera che, sebbene venga ambientata in un luogo fantastico, descrive mirabilmente la sfiducia degli insegnanti, il contesto in cui sono costretti a vivere gli alunni e l’inadeguatezza dei programmi scolastici. Ma il disagio avvertito fu senza dubbio il punteruolo, come testimoniano i suoi registri di classe, per descrivere con una straordinaria sensibilità letteraria il clima pedagogico siciliano degli anni Cinquanta del Novecento.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"49 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"132009295","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Fantasie onomaturgiche e iconiche: Sciascia, Laterza, le “parrocchie”, i “pretini”, i “notabili”","authors":"A. Iurilli","doi":"10.5565/rev/qdi.543","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.543","url":null,"abstract":"Tra i rapporti che Leonardo Sciascia instaurò con numerosi editori italiani, spicca quello con la Laterza, anche per essere legato alla pubblicazione del suo primo scritto in prosa, Le parrocchie di Regalpetra. Di tale rapporto, documentato dalla recente pubblicazione del carteggio tra Vito Laterza e Sciascia, il saggio ritaglia i contenuti relativi alla realizzazione editoriale dialettica dell'opera - in particolare di alcuni aspetti paratestuali della mise en page - attraverso l'esame della corrispondenza tra autore ed editore circa il titolo e l'illustrazione di copertina. Queste scelte furono fondamentali per connotare l'opera all'interno della collana I libri del tempo, innovativa nel panorama editoriale italiano degli anni 1950, che aveva bisogno di manifestare al lettore la coerenza delle opere ricevute e il suo carattere culturale.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"23 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"125244489","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Storia di un sodalizio: sull’amicizia tra Leonardo Sciascia ed Antonio Castelli","authors":"Giuseppe Saja","doi":"10.5565/rev/qdi.547","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.547","url":null,"abstract":"Analizzare l'amicizia tra Leonardo Sciascia e Antonio Castelli (1923-1988) permette non solo di illuminare un sodalizio fatto di discrezione, sensibilità e virtù intellettuali, ma anche di sostanziare un altro aspetto della poliedrica attività culturale dello scrittore di Racalmuto: quello di talent-scout e di estimatore di autori del passato o contemporanei. Sciascia, più famoso di Castelli, autore de Gli ombelichi tenui (Lerici, 1962) e di Entromondo (Vallecchi, 1967), gli attribuisce, tra gli altri meriti, quello di aver formalizzato, nella concisione di un'espressione ispirata, \"Villaggio come cosmo\", una visione del mondo, un alefismo esplicito con cui ha cercato di comprendere realtà più complesse di quelle, pur vitali ed essenziali dei piccoli centri urbani. essenziali dei piccoli centri urbani.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"1 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"132670527","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Emilio Coco, Il tempo di mettermi in cammino","authors":"Franco Sepe","doi":"10.5565/rev/qdi.563","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.563","url":null,"abstract":"","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"76 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"127526649","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"“Dentro l’immobile occhio del bue”. Sciascia tra poesia e fiaba.","authors":"A. Gerbino","doi":"10.5565/rev/qdi.542","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.542","url":null,"abstract":"Se l’esordio di Leonardo Sciascia si affida al lavoro poetico con La Sicilia, il suo cuore e con le Favole della dittatura non è certo un fatto occasionale. Al contrario, trova nella parola quella capacità di intercettare la realtà del profondo e catalizzarne, in questa fase iniziatica della sua vita creativa, l’avvento: da Pirandello a Rosso di San Secondo, da Di Giovanni a Lanza. Ritenere che poi egli abbia allontanato la sostanza dell’azione poetica è un sottovalutarne la sensibilità. Egli, frequentatore della poesia: da Veneziano a Withmann a Ungaretti, da Piccolo a Belli a Trilussa, fu amico di poeti, da Roversi a Pasolini, da Tobino a Vilardo a Frezza, da Campanile ad Addamo.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"143 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"127251184","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Spagna nel cuore di Leonardo Sciascia","authors":"Sarina Macaluso","doi":"10.5565/rev/qdi.546","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.546","url":null,"abstract":"L'amore e l'attrazione di Leonardo Sciascia per la Spagna risalgono alla sua giovinezza e sono ampiamente testimoniati nei suoi scritti. Non c'è aspetto della Spagna che lo scrittore non abbia analizzato con la sua acutezza e lucidità, mettendo spesso in relazione le caratteristiche del Paese iberico e dei suoi abitanti con quelle della Sicilia. Attraverso le sue riflessioni, Sciascia ha sottolineato quei legami storici, culturali e antropologici che testimoniano la speciale affinità tra le due terre a lui particolarmente care.","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"1 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"130932565","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Quale lingua usava il barone di Mandralisca?","authors":"Nicoló Messina","doi":"10.5565/rev/qdi.559","DOIUrl":"https://doi.org/10.5565/rev/qdi.559","url":null,"abstract":"La pagina di Vincenzo Consolo è subito identificabile per la lingua caratterizzata dal ritmo prosodico e dalla variazione (mescidanza di repertori e registri) che del plurilinguismo si avvale per tradurre la pluralità delle voci narrative. A ciò si aggiunge la tendenza a emulare la lingua del tempo del narrato, quella dei testi coevi all’azione narrativa, siano letterari che documentali. Tale identificabilità si manifesta sin dall’inizio della carriera dello scrittore, contraddistingue apoditticamente il ‘long seller’ Il sorriso dell’ignoto marinaio (1976), è confermata macroscopicamente da prove successive: Lunaria (1985), Retablo (1987), Nottetempo casa per casa (1992).\u0000In un gioco di specchi tra due brani del Sorriso (due lettere ascrivibili al protagonista storico e finzionale, Enrico Pirajno di Mandralisca) l’articolo intende dimostrare l’osmosi linguistica che li lega e sembra ispirare l’ottocentismo che pervade tutta la lingua del romanzo.\u0000 ","PeriodicalId":299658,"journal":{"name":"Quaderns d’Italià","volume":"1 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-12-22","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"122549649","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}