S. Prisco, G. Moccia, G. Cioffi, Angela Nigro, A. D. Corte, G. Ferrucci, R. Frammartino, A. Maisto, A. Turco, A. Petrocelli, C. Maiorino, A. Borrelli, Giovanni Boccia, F. D. Caro
{"title":"Progetto pilota per la stesura del PDTA Sepsi nelle aziende sanitarie","authors":"S. Prisco, G. Moccia, G. Cioffi, Angela Nigro, A. D. Corte, G. Ferrucci, R. Frammartino, A. Maisto, A. Turco, A. Petrocelli, C. Maiorino, A. Borrelli, Giovanni Boccia, F. D. Caro","doi":"10.48268/SANITA/2020/0001.6","DOIUrl":"https://doi.org/10.48268/SANITA/2020/0001.6","url":null,"abstract":"Le disposizioni contenute nel DL “Nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria” del 12 marzo 2019, entrano in vigore a partire dal 1° gennaio 2020. Il Sistema di Garanzia, pur indicando dei criteri di standardizzazione, riconosce l’eterogeneità geografica interna alle regioni, che può incidere sulla capacità delle stesse di garantire livelli di assistenza in linea con gli standard nazionali. Alle singole Regioni è demandato, pertanto, il compito di individuare le criticità peculiari e di attuare degli interventi volti all’ottimizzazione dei servizi e delle risorse. La Regione Campania, con decreto n. 32 del 25 marzo 2019, approva il “Documento Tecnico di indirizzo sulla metodologia di stesura dei PDTA in Regione Campania”. Tale documento riconosce il PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) quale “strumento indirizzato a migliorare l’appropriatezza clinica ed organizzativa nella gestione di pazienti affetti da specifiche malattie”. Il PDTA rappresenta, dunque, lo strumento con cui le Linee Guida nazionali e internazionali vengono contestualizzate alla realtà locale. In questo lavoro ci siamo posti l’obiettivo di offrire uno strumento volto a migliorare l’appropriatezza clinica ed organizzativa nella gestione del paziente affetto da sepsi. L’ottimizzazione dell’assistenza al paziente settico passa attraverso la costruzione di un percorso ben definito che include l’identificazione del paziente, delle corrette strategie terapeutiche, il timing delle procedure, l’individuazione delle responsabilità nell’atto assistenziale, la formazione del personale (preliminare e continua) e la rivalutazione e validazione del PDTA stesso. Il lavoro ha previsto l’integrazione delle competenze di molte figure professionali con diverse aree di competenza: Direzione Sanitaria, Responsabili del Rischio Clinico, personale medico e infermieristico di Area Critica (PS, OBI, Anestesia e Rianimazione, TI), Malattie Infettive, Laboratorio Analisi, Chirurgia Generale, Radiologia, provenienti da 4 strutture ospedaliere.","PeriodicalId":108590,"journal":{"name":"La Sanita pubblica. Ricerca sul campo.","volume":"3 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"1900-01-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"133901838","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Nunziata Rubino, Alfonso Della Corte, Antonio Nigro, G. Ferrucci, R. Frammartino, Francesco Petrosino, Marina Bisogno, Maria Nappo, G. Cioffi, Maria Ciccone, Walter Longanella, Ornella Piazza, A. Borrelli, Francesco De Caro, G. Moccia
{"title":"Infezioni correlate all’assistenza","authors":"Nunziata Rubino, Alfonso Della Corte, Antonio Nigro, G. Ferrucci, R. Frammartino, Francesco Petrosino, Marina Bisogno, Maria Nappo, G. Cioffi, Maria Ciccone, Walter Longanella, Ornella Piazza, A. Borrelli, Francesco De Caro, G. Moccia","doi":"10.48268/SANITA/2020/0001.5","DOIUrl":"https://doi.org/10.48268/SANITA/2020/0001.5","url":null,"abstract":"Per Infezione Correlata all’Assistenza (ICA) o Healthcare-Associated Infection (HAI) si definisce un’infezione contratta durante il ricovero in ospedale, che non era clinicamente manifesta o in incubazione al momento dell’ammissione, ma che compare nelle 48 ore successive ad essa. Sono comprese quindi le infezioni successive alla dimissione ma riferibili per tempo di incubazione al ricovero. Le infezioni acquisite in ospedale comprendono anche le infezioni che il personale ospedaliero può contrarre nell’assistenza ai malati. L’infezione viene distinta dalla semplice “colonizzazione”, in quanto quest’ultima rappresenta unicamente una moltiplicazione di microorganismi a livello locale, senza apparenti reazioni tissutali e sintomi clinici, presenti per definizione nella patologia infettiva. Lo studio di prevalenza puntuale europeo promosso dall’ECDC ha come scopo principale quello di ottenere un campione rappresentativo di dati sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’utilizzo degli antibiotici negli ospedali per acuti. Questo progetto fornisce agli ospedali che partecipano allo studio uno strumento affidabile e standardizzato per la rilevazione delle HAI, permettendo così di effettuare confronti e di porre obiettivi di miglioramento della qualità. Una volta registrati ed inviati alla sede centrale dell’ECDC tramite piattaforma proprietaria, i dati vengono elaborati ed in seguito diffusi a tutti gli enti e le organizzazioni che hanno necessità di conoscerli a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Il fine ultimo è di aumentare l’attenzione sul fenomeno delle infezioni correlate all’assistenza, allo scopo di promuovere interventi di rinforzo delle infrastrutture, per identificare problematiche comuni ed individuare strategie di contrasto condivise.","PeriodicalId":108590,"journal":{"name":"La Sanita pubblica. Ricerca sul campo.","volume":"42 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"1900-01-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"132691249","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
Matilde Perillo, Antonio Nigro, A. D. Corte, G. Ferrucci, S. M. Aliberti, R. Frammartino, Giovanni Boccia, E. Santoro, Ruggiero Ruggieri, G. Genovese, V. D. Paola, A. Turco, M. Capunzo, F. D. Caro, G. Moccia
{"title":"Stress lavoro-correlato in Sanità","authors":"Matilde Perillo, Antonio Nigro, A. D. Corte, G. Ferrucci, S. M. Aliberti, R. Frammartino, Giovanni Boccia, E. Santoro, Ruggiero Ruggieri, G. Genovese, V. D. Paola, A. Turco, M. Capunzo, F. D. Caro, G. Moccia","doi":"10.48268/SANITA/2020/0001.7","DOIUrl":"https://doi.org/10.48268/SANITA/2020/0001.7","url":null,"abstract":"Con l’approvazione in Italia del decreto legislativo n. 81 del 2008 in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro si introduce l’obbligo della valutazione dello stress lavoro-correlato sia per il settore pubblico che privato. Dal 31 dicembre 2010 tale valutazione deve essere presente nel documento di valutazione dei rischi. Secondo la normativa per la valutazione del rischio di stress lavorativo devono essere presi in considerazione fattori inerenti l’organizzazione del lavoro (tipologia, ambiente, carichi, orari, ruolo, responsabilità, sicurezza, relazioni interpersonali e gerarchie), le caratteristiche psico-fisiche del lavoratore (personalità, attitudini, competenze, motivazioni, comportamenti, salute) e socio-demografiche (condizioni economiche, relazioni, situazione familiare, integrazione sociale). Nell’ottica di tale obbligo legislativo anche le Aziende Sanitarie si sono dovute adeguare, in quanto presentano fattori oggettivi potenzialmente causa di stress, tra i principali: lavoro a contatto con il pubblico e con la sofferenza, relazioni difficili con i colleghi o i pazienti, carico e orario di lavoro e responsabilità. Il progetto sperimentale è stato sviluppato per essere uno strumento specifico per l’ambito sanitario per la valutazione dello stress lavoro-correlato ed è caratterizzato dai seguenti obiettivi: indicare il livello di stress misurato mediante il questionario, mappare le criticità e individuare interventi migliorativi specifici tramite i risultati ottenuti.","PeriodicalId":108590,"journal":{"name":"La Sanita pubblica. Ricerca sul campo.","volume":"4 1","pages":"0"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"1900-01-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"121865078","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}