{"title":"Per un’edizione critica del «Dit de l’unicorne et du serpent»","authors":"Sabrina Galano","doi":"10.54103/2282-7447/25503","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/25503","url":null,"abstract":"L’obiettivo di questo saggio è quello di (ri)portare alla luce un breve racconto allegorico che, come buona parte dei testi brevi di natura non ben identificata, è stato inserito nel vasto ed eterogeneo ‘genere’ del dit. Pur essendo un’opera, ad oggi, non molto conosciuta, il (Dit) de l’unicorne et du serpent si presenta come una narrazione interessante e che si presta a riflessioni sia di tipo letterario che specificamente ecdotico. Il testo pervenutoci è l’esito di una rielaborazione di un’antica leggenda che, proponendo il topos dell’albero della vita, è stata recepita in vario modo nelle diverse tipologie di testi in cui compare, prodotti in momenti storici e in aree geografiche differenti. Trasmesso da ben 18 codici, l’anonimo racconto in scripta piccarda presenta una mise en écrit instabile, caratterizzata da una ricca varia lectio.","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"12 2","pages":"139-168"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2024-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"https://riviste.unimi.it/index.php/carteromanze/article/download/25503/23211","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"147903165","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"OA","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Saint Magloire, le dragon et autres serpents","authors":"Maria Colombo Timelli","doi":"10.54103/2282-7447/20522","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/20522","url":null,"abstract":"Deux versions françaises de la Vie de saint Magloire (saint breton vécu au vie siècle) nous sont parvenues, l’une en prose, inédite (ms BnF, fr. 13508, daté 1315), l’autre en vers (ms Arsenal 5122 Réserve, daté 1319), dérivées d’un même modèle latin. À partir d’un passage limité – une liste de serpents englobée dans une prière –, cet article se propose d’aborder des questions plus générales: les pratiques de traduction dans les deux textes, le traitement des énumérations, les rapports entre les deux versions. D’autres interrogations restent ouvertes, que seule l’édition de la version en prose permettra de résoudre au moins en partie.","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"216 4","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139152942","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"L’ultimo atto della scripta valdese. Note sul ms. Dublin, Trinity College Library, 259","authors":"Andrea Giraudo","doi":"10.54103/2282-7447/21156","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21156","url":null,"abstract":"Il contributo presenta il manoscritto valdese Dublin, Trinity College Library, 259, concentrandosi sul primo testo ivi contenuto, ossia la traduzione-rimaneggiamento, in occitano alpino, del carteggio latino avvenuto nell’autunno 1530 tra i predicatori valdesi Morel e Masson da un lato e i riformatori Ecolampadio e Bucero dall’altro. Le note sulla storia interna ed esterna del codice sono seguite dalla ricostruzione del contesto storico e da osservazioni sulla genesi e struttura del testo. L’ultima parte è dedicata alla lingua, esaminata soprattutto in ottica contrastiva con la scripta dei codici letterari valdesi e dei Misteri delfinatesi.","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"4 5","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139148790","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Sulla resa degli aggettivi in -TŪRUS e -NDUS: il valdese a confronto con altre varietà di occitano","authors":"R. Regis","doi":"10.54103/2282-7447/21157","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21157","url":null,"abstract":"Poiché la Vulgata manifestava una certa quantità di participi futuri e gerundivi, le sue traduzioni in antico occitano hanno dovuto affrontare il problema di come trattarli. Allo scopo di evidenziare le diverse strategie adottate, sono stati analizzati cinque volgarizzamenti neotestamentari: se il testo più occidentale (NTL) manifesta spesso aggettivi verbali in -dor, di senso sia attivo sia passivo, le sue controparti orientali (NTP, QEO, BVC, NTV) si caratterizzano per un rifiuto quasi categorico di questa soluzione, preferendo ricorrere a una serie di perifrasi. Fra i volgarizzamenti orientali, particolare attenzione è riservata al comportamento dei testi valdesi (BVC, NTV).","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"15 13","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139148502","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Processo ad Amore. Le frottole in contrasto «O falso lusinghiere e pien d'inganni« e «Per certo che mi piace»","authors":"Raffaele Cesaro","doi":"10.54103/2282-7447/19950","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/19950","url":null,"abstract":"L’articolo fornisce l’edizione critica e commentata di una coppia di testi anonimi che forma un contrasto in versi tra un amante deluso e il dio Amore. Il recupero dei due componimenti è giustificato dalla loro appartenenza al genere della frottola, che continua ad attirare l’attenzione degli studiosi per i suoi irrisolti problemi definitori ed editoriali. Al contempo, è interessante notare come il proverbio e il motto sentenzioso, su cui di norma è costruita la frottola, siano sostituiti nelle due frottole da memorie e stilemi della lirica d’amore di fine Trecento.","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"34 9","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139149863","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"La lingua dei manoscritti valdesi medievali e i dialetti occitani alpini","authors":"M. Rivoira","doi":"10.54103/2282-7447/21158","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21158","url":null,"abstract":"La lingua dei manoscritti valdesi medievali è una varietà occitana che si può ricondurre all’insieme alpino, pur rimandeno un caso isolato nel quadro della documentazione sin qui reperita. Le caratteristiche della scripta sono state nel corso del tempo raffrontate dai vari studiosi con le varietà orali contemporanee delle attuali Valli Valdesi, area di reperimento dei manoscritti, giungendo a conclusioni anche molto differenti. Nel presente contributo, dopo aver inquadrato alcuni degli aspetti problematici del confronto tra la varietà letteraria medievale con gli attuali dialetti, si propone di riconsiderarne determinanti aspetti alla luce dell’analisi condotta, a titolo d’esempio, a partire dal paradigma degli aggettivi possessivi","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"45 1","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139150571","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Su alcuni toponimi (ancora incerti) delle «Cantigas de Santa María»: chiarimenti alla luce del progetto \"GloSabio\"","authors":"M. Negri","doi":"10.54103/2282-7447/21478","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21478","url":null,"abstract":"Ancora scarsi si rivelano i contributi volti a offrire delle ipotesi risolutive sull’ambiguità di alcuni toponimi che vengono citati nelle Cantigas de Santa María. Il presente lavoro, frutto di ricerche condotte nell’ambito di un progetto più vasto, avente l’obiettivo di intraprendere uno studio sistematico delle entità nominali (toponimi e antroponimi) che compaioni nelle Cantigas dedicate alla Vergine, affronta i casi di Camela (CSM 165), Luzerna (CSM 405) e Romania (CSM 231). Questi hanno hanno infatti ricevuto letture divergenti da parte della critica, con una conseguente alterazione dello spazio in cui si verificano i corrispondenti miracoli letterari. Lo studio mira ad integrare le già buone osservazioni di Walter Mettmann con dati linguistici, storici e letterari per pervenire ad una più sicura identificazione dei toponimi in questione","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"2 4","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139151785","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Sistema de valores y horizontes de expectativas en «El esclavo del demonio» de Mira de Amescua","authors":"Maria Rosso","doi":"10.54103/2282-7447/19863","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/19863","url":null,"abstract":"En El esclavo del demonio, Mira de Amescua recupera el tema medieval del pacto con el diablo y el ideario educativo de los tratados humanistas para ofrecer una enseñanza moral en línea con los preceptos del Concilio de Trento. La rebelión de Lisarda es un acto transgresivo, merecedor de la maldición paterna, a la luz de los manuales sobre la conducta de la mujer (por ejemplo, los de Vives y Luján). Las alusiones diseminadas en el texto relacionan el pecado de don Gil a la caída de Luzbel y la confusión de Babel. En este contexto la «escala» adquiere un valor emblemático como inversión profanadora de la «escala mística». La recuperación espectacular del pacto demoniaco y la batalla de los ángeles materializa la idea de la posible salvación del pecador que, al descartar las creencias erróneas en la predestinación, colabore con la gracia de Dios.","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"5 10","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139151993","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Jaufre Rudel: Longinquus amor, amor de lonh, amors loingtaignes. Dallo spazio al tempo?","authors":"Beatrice Barbiellini Amidei","doi":"10.54103/2282-7447/21593","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21593","url":null,"abstract":"Il saggio si sofferma sulla celebre formula amor de lonh nel vers Lanquan li jorn di Jaufre Rudel. Il meccanismo strutturale del componimento appare costruito sul mot-refrain lonh e il sintagma amor de lonh utilizzati prima con aequivocatio e poi con ripresa anaforica, rispettivamente nelle coblas I-V e VI-VII. Tale dato e rimandi testuali quali il longinquus amor di Properzio – già additato da Roncaglia e Patrizia Onesta come vero e proprio topos letterario utilizzato nella lirica di Jaufre – e gli amors loingtaignes del Lai d'Aristote farebbero ipotizzare che Lanquan li jorn utilizzi il sintagma poi cristallizzatosi e di enorme e inuguagliato successo letterario nell'accezione temporale di \"amore costante, durevole, di lungo corso\".","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"42 46","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139151168","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Novelle italiane antiche nella tradizione manoscritta: contenuto, struttura e genealogia del cod. Firenze, BNCF II III 343","authors":"A. Conte","doi":"10.54103/2282-7447/21076","DOIUrl":"https://doi.org/10.54103/2282-7447/21076","url":null,"abstract":"Un significativo corpo di novelle due-trecentesche ha circolato per iscritto nei primi secoli della letteratura in volgare in forme diverse, prima di essere recuperato e sistemato nel Cinquecento su iniziativa di Pietro Bembo e Carlo Gualteruzzi, a cui si deve l’edizione antologica intitolata per l’occasione Le cento novelle antiche, ormai nota come Novellino. L’articolo verte su uno dei testimoni delle novelle, il quattrocentesco codice II III 343 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: una compilazione contenente una serie di Vite di filosafi, una cinquantina di novelle del Novellino e infine dieci novellette non attestate altrove. Si dimostra qui l’importanza del ms. sia sul piano ecdotico, tra i testimoni del Novellino, sia in sé come antologia di copista. Anche se è un codice relativamente tardo e ha solo alcune delle novelle antiche, alla luce dello stemma codicum si rivela prezioso per ricostruire la complessa storia della loro circolazione nelle raccolte: esso conserva significative tracce della prima redazione di un’antologia trecentesca perduta – a sua volta cavata da un antico Libro di novelle d’autore, o Ur-Novellino – e nello stesso tempo mostra l’intraprendenza di un copista che ha assemblato una sua personale silloge sulla base di altre compilazioni. Si ha un’ul- teriore conferma sia del ruolo attivo avuto dai copisti-compilatori nel tramandare l’antico patrimonio novellistico in volgare, sia del fatto che la novella si sia andata codificando come genere letterario nelle antologie, fino alla monumentale collezione «bembiana-gualteruzziana».","PeriodicalId":158308,"journal":{"name":"Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento","volume":"6 5","pages":""},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2023-12-28","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"139148677","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}