T. Mom (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , M. Puechmaille (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , O. Plainfossé (Interne des Hôpitaux) , N. Saroul (Praticien hospitalier) , L. Gilain (Chef du service d’oto-rhino-laryngologie et de chirurgie cervicofaciale, Professeur des Universités, praticien hospitalier) , P. Avan (Professeur des Universités, praticien hospitalier)
{"title":"Neuropatie uditive","authors":"T. Mom (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , M. Puechmaille (Professeur des Universités, praticien hospitalier) , O. Plainfossé (Interne des Hôpitaux) , N. Saroul (Praticien hospitalier) , L. Gilain (Chef du service d’oto-rhino-laryngologie et de chirurgie cervicofaciale, Professeur des Universités, praticien hospitalier) , P. Avan (Professeur des Universités, praticien hospitalier)","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46531-7","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1639-870X(22)46531-7","url":null,"abstract":"<div><p>Le neuropatie uditive raggruppano i danni uditivi principalmente dovuti al deficit delle vie uditive retrococleari. In questo vasto gruppo di lesioni uditive, si trovano numerose eziologie che rispondono a diverse fisiopatologie. Inizialmente, la dissincronia delle fibre uditive, spesso all’origine dell’assenza dei potenziali evocati uditivi precoci, è stata designata come la causa principale di questi disturbi uditivi, spiegando il termine utilizzato da alcuni anni di neuropatia uditiva con dissincronia uditiva. Da quando sono state scoperte diverse cause che risparmiano il nervo cocleare e che riguardano il nastro sinaptico della coclea, è stata adottata l’espressione generica di “disordine spettrale compatibile con una neuropatia uditiva”. La caratteristica presa in considerazione è la presenza di cellule ciliate esterne funzionali (le otoemissioni acustiche e/o il potenziale microfonico lo confermano) e di un’alterazione dei potenziali evocati uditivi precoci. Clinicamente, alcune forme sono rivelate alla nascita (come l’agenesia del nervo cocleare, per esempio, o un danno metabolico grave). In altri, bambini o adulti, il disturbo consiste principalmente in una scarsa intelligibilità del rumore con, tuttavia, delle soglie uditive subnormali o leggermente alterate, che possono fuorviare la diagnosi. Le cause neurologiche degenerative sono in primo piano, come la malattia di Charcot-Marie-Tooth, la sclerosi multipla o ancora la malattia di Friedreich. L’analisi genetica è un valido aiuto diagnostico nelle forme meno tipiche. La riabilitazione dell’udito deve essere valutata caso per caso, a seconda della fisiopatologia in questione e del grado di severità della sordità. L’apparecchio acustico esterno trova un posto più grazie alle sue capacità di selezione e filtrazione del segnale acustico che nell’amplificazione acustica. Nella sordità bilaterale da grave a profonda, in presenza di un nervo acustico, l’impianto cocleare può talvolta essere efficace.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 2","pages":"Pages 1-9"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-05-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"92000802","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
F. Carsuzaa , X. Dufour (Professeur) , J.-C. Ferrié
{"title":"Complicanze della chirurgia endoscopica nasosinusale","authors":"F. Carsuzaa , X. Dufour (Professeur) , J.-C. Ferrié","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46533-0","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1639-870X(22)46533-0","url":null,"abstract":"<div><p>Le patologie rinosinusali infettive, infiammatorie o tumorali vengono attualmente trattate il più delle volte per via endonasale sotto controllo endoscopico. Questa tecnica ha preso piede in Europa nella seconda metà degli anni ⬲80 sotto l⬢impulso di Friedrich in Svizzera e di Klossek, Dessi, Jankowski e Serrano in Francia. Inizialmente era riservata al trattamento delle patologie infiammatorie delle cavità nasali e sinusali. Si è gradualmente estesa ai tumori nasosinusali, alla gestione delle perdite di liquido cerebrospinale (LCS), agli interventi chirurgici funzionali lacrimali (dacriocistorinostomie) e alla decompressione di patologie orbitarie.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 2","pages":"Pages 1-5"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-05-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"136934948","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
B. Verillaud, M. Salfrant, F. Chatelet, N. Le Clerc, R. Kania, P. Herman
{"title":"Complicanze craniche ed endocraniche delle sinusiti acute","authors":"B. Verillaud, M. Salfrant, F. Chatelet, N. Le Clerc, R. Kania, P. Herman","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46532-9","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1639-870X(22)46532-9","url":null,"abstract":"<div><p>Le complicanze craniche ed endocraniche delle sinusiti acute sono gravate da un tasso di mortalità e di sequele non trascurabile. Devono essere ricercate davanti alla comparsa di qualsiasi segno neurologico in un paziente con sinusite acuta o di una cefalea che evolve in due fasi (cefalea localizzata che migliora inizialmente prima di peggiorare e diventare più diffusa). I seni frontali e sfenoidali sono quelli il più delle volte coinvolti. La TC dei seni e dell’encefalo con iniezione di mezzo di contrasto è l’esame di prima intenzione; può essere poi completata dalla risonanza magnetica (RM) cerebrale. Il trattamento, aggressivo, si basa solitamente sul drenaggio del seno colpito e su una terapia antibiotica ad ampio spettro, adattata in base ai prelievi batteriologici. A volte viene proposto un gesto endonasale, ma questo deve, se possibile, rimanere limitato, a causa del rischio di incidente iatrogeno in un contesto emorragico e infiammatorio. In alcune situazioni, deve essere eseguito anche il drenaggio neurochirurgico delle raccolte profonde. In tutti i casi, il miglioramento clinico deve essere raggiunto entro le 48 ore: in caso contrario, gli esami devono essere ripetuti e deve essere discusso un gesto complementare. Le sinusiti fungine invasive, in primis la mucormicosi, costituiscono un’entità separata. Devono essere prese in considerazione in presenza di qualsiasi sintomo di rinosinusite in un paziente immunocompromesso. Il loro trattamento prevede la correzione massima dell’immunodepressione, lo sbrigliamento ripetuto dei tessuti infetti e la somministrazione di antimicotici sistemici.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 2","pages":"Pages 1-8"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-05-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"92078251","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Embriologia dell’orecchio medio","authors":"M. Catala , R.H. Khonsari","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46530-5","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1639-870X(22)46530-5","url":null,"abstract":"<div><p>L’orecchio medio è formato da tre ossicini con i loro due muscoli e dalla cassa del timpano compresa nell’osso temporale. Le ossa dell’orecchio medio sono prodotte attraverso il meccanismo dell’ossificazione endocondrale, a eccezione del processo anteriore del martello, che subisce un’ossificazione membranosa (attraverso la formazione dell’osso goniale). Il martello è generato dalle cellule della cresta neurale. La partecipazione del primo arco faringeo sembra preponderante. Non si può tuttavia escludere una partecipazione del secondo arco (per analogia con i dati ottenuti nel topo). L’incudine deriva esclusivamente dalle cellule della cresta neurale del primo arco faringeo. La staffa è generata dalle cellule della cresta neurale del secondo arco faringeo eccetto la regione più interna della sua base, che proviene dal mesoderma della capsula otica. L’articolazione tra martello e incudine si forma tardivamente. I meccanismi della sua genesi differiscono nei topi e nell’uomo. Comincia a essere evidenziata la regolazione genetica delle strutture all’origine delle ossa dell’orecchio medio. Nel topo, il gene Hoxa2 è responsabile dell’identità posizionale del secondo arco faringeo. I geni implicati nelle sindromi di Treacher Collins controllano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule della cresta neurale degli archi faringei 1 e 2. Diverse strutture embrionarie svolgono un ruolo induttore nello sviluppo degli ossicini: anello timpanico e meato acustico esterno (sul manico del martello), arteria stapedia (sul forame della staffa) e cresta neurale (sulla finestra ovale). I muscoli dell’orecchio medio hanno una doppia origine: le cellule muscolari striate scheletriche derivano dal mesoderma degli archi mentre le cellule di sostegno e i tendini derivano dalla cresta neurale. L’epitelio della cassa timpanica nasce dall’endoderma e dalla cresta neurale nel topo. Nella specie umana, nulla è ancora stabilito con certezza. La crescita del recesso tubotimpanico è un processo che si estende nel tempo molto dopo la nascita. Il meccanismo di questo processo resta ancora da definire secondo gli autori. Le strutture ossee della cassa del timpano non sono state ben studiate. Tuttavia, sembra che derivino dalla cresta neurale e dal mesoderma. Resta tuttavia da definire la rispettiva partecipazione di questi due elementi.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 2","pages":"Pages 1-10"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-05-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"136934947","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Sordità monolaterali nei bambini","authors":"N. Loundon (Docteur)","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46078-8","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(22)46078-8","url":null,"abstract":"<div><p>I metodi di gestione delle sordità monolaterali (SM) nei bambini stanno cambiando rapidamente. Alcuni decenni fa, la riabilitazione di queste sordità non era una preoccupazione di audiologi e oto-rino-laringoiatri (ORL), poiché la loro scoperta era il più delle volte fortuita e tardiva; si accettava che il loro impatto sui bambini fosse debole, se non nullo. I lavori più recenti, incentrati su ampie coorti di bambini, hanno modificato il modo in cui guardiamo a queste sordità. L’impatto negativo di tali sordità sulla percezione del discorso, a lungo termine, e sullo sviluppo del discorso e del linguaggio è stato confermato e, parallelamente, i mezzi di riabilitazione si sono diversificati.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 1","pages":"Pages 1-7"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"80234654","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
L. Billon-Galland , R. Hermann , A. Coudert , E. Truy
{"title":"Otite media cronica non colesteatomatosa: fisiopatologia e forme cliniche","authors":"L. Billon-Galland , R. Hermann , A. Coudert , E. Truy","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46077-6","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(22)46077-6","url":null,"abstract":"<div><p>L’otite media cronica (OMC) è definita molto semplicemente come un processo infiammatorio che colpisce la mucosa delle cavità dell’orecchio medio per un periodo prolungato (oltre 3 mesi). La patogenesi delle OMC non è completamente nota. Sono forniti qui i richiami fondamentali di embriologia (ruolo del mesenchima), anatomia (compartimentazione e ventilazione delle cavità dell’orecchio medio), istologia (costituenti della membrana timpanica, caratteristiche dell’epidermide del condotto uditivo esterno [CUE] e funzionamento della mucosa dell’orecchio medio) e fisiologia (funzionamento delle tube, diffusione transmucosa dei gas e impatto sulla regolazione pressoria, ruolo della clearance mucociliare), poiché la fisiopatologia può spiegare l’insorgenza e la cronicizzazione del processo otitico cronico. Questo termine generico di “otite media cronica” raggruppa entità cliniche distinte, più o meno progressive, dettagliate nella seconda parte: otite sieromucosa (OSM), otite mucosa aperta, otite atelettasica, otite fibroadesiva (OFA) e atelettasie eccentriche localizzate, dette “tasche di retrazione (TR)”. Accanto a queste forme progressive, il cui rischio ultimo resta l’evoluzione verso un’otite colesteatomatosa, si distinguono altre lesioni otoscopiche che, osservate isolatamente, costituiscono solo dei postumi. Si tratta delle perforazioni timpaniche non marginali, delle membrane timpaniche pellucide e delle osteolisi ossiculari, spesso secondarie a un’otite mucosa aperta. La timpanosclerosi, infine, è un fenomeno cicatriziale a lenta evoluzione caratterizzato dalla comparsa di depositi ialini e calcarei all’interno della membrana timpanica in modo isolato (“miringosclerosi”) e/o della cassa del timpano, che può esistere isolatamente o accompagnare un’altra forma di otite cronica.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 1","pages":"Pages 1-16"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"78932521","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"L’angina e le sue complicanze","authors":"V. Couloigner","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46080-6","DOIUrl":"https://doi.org/10.1016/S1639-870X(22)46080-6","url":null,"abstract":"<div><p>Con circa 9 milioni di casi all’anno in Francia, le angine acute rappresentano una patologia estremamente frequente nella pratica quotidiana. Le angine eritematose o eritematopultacee sono di origine virale nel 60-80% dei casi. Le eziologie batteriche sono dominate dallo streptococco β-emolitico di gruppo A (SBGA). Le angine da SBGA sono rapidamente rilevabili in visita con l’uso del test diagnostico rapido (RDT) per le infezioni da streptococco e richiedono una terapia antibiotica per evitare le complicanze post-streptococciche, essenzialmente il reumatismo articolare acuto (RAA). La terapia antibiotica non ha dimostrato alcun ruolo preventivo sulla comparsa di suppurazioni perifaringee (flemmoni peritonsillari, ascessi prestiloidei e celluliti cervicali). Le angine pseudomembranose e ulceronecrotiche presentano eziologie varie e richiedono trattamenti diversi.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 1","pages":"Pages 1-13"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"137370497","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
{"title":"Esplorazione della funzione canalare e oculografia","authors":"M. Kossowski (Professeur agrégé du Val-de-Grâce)","doi":"10.1016/S1639-870X(22)46079-X","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(22)46079-X","url":null,"abstract":"<div><p>L’esplorazione della funzione canalare vestibolare si basa essenzialmente sull’analisi delle deviazioni posturali e sull’analisi del nistagmo. Quest’ultima analisi ha beneficiato del contributo del video accoppiato all’elaborazione informatica del segnale. Molti test utilizzano il principio della videonistagmografia (VNG), il cui scopo è analizzare i segni spontanei, ma anche provocati da varie modalità di stimolazione, interrogando il sistema canalare per le frequenze basse, medie e alte, ma anche analizzare la motricità oculare grazie all’oculografia. Questo ci permette di comprendere al meglio la patologia, sia essa centrale o periferica, parziale o totale.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"21 1","pages":"Pages 1-15"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2022-03-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"78043142","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
A. Giovanni (Professeur d’ORL à la faculté de médecine de Marseille, Directeur de l’équipe Physiologie et organisation de la parole) , A. Ghio (Ingénieur de recherches CNRS) , A. Mattei (Assistant hospitalier ORL)
{"title":"Valutazione clinica della fonazione","authors":"A. Giovanni (Professeur d’ORL à la faculté de médecine de Marseille, Directeur de l’équipe Physiologie et organisation de la parole) , A. Ghio (Ingénieur de recherches CNRS) , A. Mattei (Assistant hospitalier ORL)","doi":"10.1016/S1639-870X(21)45788-0","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(21)45788-0","url":null,"abstract":"<div><p>La valutazione della voce ha un duplice scopo: stabilire un inventario del disturbo vocale in un dato momento in vista di un successivo confronto e valutare l’efficacia di un eventuale trattamento; ricercare elementi pertinenti che possano intervenire nella scelta terapeutica stessa. A parte l’esame delle corde vocali che è un atto strettamente medico, questa valutazione può essere effettuata da un medico o da un logopedista, ma deve comprendere almeno quattro elementi: una registrazione della voce su un sistema di qualità conservata per successivi confronti; l’autovalutazione della voce e del disagio del paziente utilizzando una delle scale disponibili. I problemi vocali sono infatti problemi funzionali e deve essere analizzata la domanda del paziente; può essere offerta una valutazione quantitativa strumentale del problema vocale del paziente. A seconda del materiale a disposizione, possono essere proposti diversi parametri: tempo massimo di fonazione, misurazioni acustiche più o meno complesse. In realtà, nessuna singola misurazione è sufficiente per caratterizzare la voce patologica; la valutazione delle tensioni muscolari, posturali e respiratorie del paziente aiuta a fissare dei parametri di riferimento per la riabilitazione vocale.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"20 4","pages":"Pages 1-15"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"86333493","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}
A. Giovanni (Médecin ORL Phoniatre), A. Mattei (Médecin ORL Phoniatre)
{"title":"Fisiologia delle pieghe vocali","authors":"A. Giovanni (Médecin ORL Phoniatre), A. Mattei (Médecin ORL Phoniatre)","doi":"10.1016/S1639-870X(21)45812-5","DOIUrl":"10.1016/S1639-870X(21)45812-5","url":null,"abstract":"<div><p>Le pieghe vocali (nome anatomico ufficiale delle corde vocali) entrano in vibrazione nella laringe al passaggio dell’aria espirata. Questa vibrazione a sua volta provoca la vibrazione dell’aria contenuta nel tratto vocale, il che corrisponde alla comparsa del suono della voce. Esiste una parte attiva del fenomeno che è l’accostamento delle pieghe grazie alla contrazione dei muscoli della laringe il cui nervo motore è il nervo laringeo inferiore. Poi la vibrazione stessa è un fenomeno meccanico legato al passaggio dell’aria espirata attraverso le pieghe vocali accostate l’una contro l’altra. La struttura particolare della piega vocale e che rende possibile questa vibrazione è detta “lamina propria”.</p></div>","PeriodicalId":100439,"journal":{"name":"EMC - Otorinolaringoiatria","volume":"20 4","pages":"Pages 1-15"},"PeriodicalIF":0.0,"publicationDate":"2021-11-01","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":null,"resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":"78687851","PeriodicalName":null,"FirstCategoryId":null,"ListUrlMain":null,"RegionNum":0,"RegionCategory":"","ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":"","EPubDate":null,"PubModel":null,"JCR":null,"JCRName":null,"Score":null,"Total":0}