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Abstract
Questo lavoro analizza un corpus di complimenti tra migranti sardi di prima generazione a Biella, con un’età media di 75 anni. Gli informanti hanno scelto compattamente le stesse risposte, seguendo specifici pattern conversazionali e agendo come “players in a ritual game” (Goffman, 1967). Il loro comportamento rispetta il modello di politeness del “Social Contract of Values” (Mursy & Wilson, 2001) stipulato tra gli individui e la società, per cui il complimento risponde alla Massima di Generosità sancita dalle norme sociali: ad un’offerta di cibo si risponde con un complimento, e al complimento con una nuova offerta di cibo. I complimenti non vengono mai rifiutati, ma in qualche caso li si deve ignorare, quando toccano degli argomenti tabù come i bambini piccoli o il cibo in preparazione, su cui potrebbero gettare malocchio. Fare complimenti su questi topic è una mancanza di rispetto, e una violazione del Social Contract of Values, per cui nessuna azione rimediale è possibile sul piano conversazionale.