{"title":"L’antropologia filosofica di Helmuth Plessner: interdisciplinarietà, corporeità e ontologia continuista del vivente","authors":"R. Redaelli","doi":"10.7408/EPKN.V8I1.167","DOIUrl":null,"url":null,"abstract":"La crescente specializzazione dei saperi ha restituito un’immagine sempre piu frammentaria dell’essere umano, ridotto, a seconda delle diverse prospettive d’indagine, alle sue proprieta fisiche, chimiche o neurologiche, secondo il paradigma dominante delle scienze naturali. Questo riduzionismo, che si nutre di esponenziali progressi tecnologici, ha come effetto una radicale parcellizzazione della nozione di essere umano e della sua poliedrica natura psicofisica, depauperata della sua complessita e presentata dalle diverse scienze a partire da prospettive unilaterali. In questo scenario, dominato in larga parte da un’ontologia fisicalista, si avverte di nuovo l’urgenza di riformulare la Menschenfrage a partire da una prospettiva onnicomprensiva, che abbandoni le infinite micrologie dell ’umano, ovvero da un’antropologia filosofica, capace di interagire in modo fecondo con le scienze. Tale genuina istanza di confronto e integrazione tra i risultati delle scienze umane e naturali e incarnata dall’antropologia filosofica di Helmuth Plessner. Di tale antropologia il presente articolo intende lumeggiare gli esiti piu fecondi e attuali: l’interdisciplinarieta che informa il procedere dell’indagine plessneriana, la centralita assunta dalla nozione di corporeita e la conseguente ontologia continuista dell’organico proposta dal filosofo.","PeriodicalId":40097,"journal":{"name":"Epekeina-International Journal of Ontology History and Critics","volume":"7 1","pages":"1-21"},"PeriodicalIF":0.1000,"publicationDate":"2017-09-18","publicationTypes":"Journal Article","fieldsOfStudy":null,"isOpenAccess":false,"openAccessPdf":"","citationCount":"0","resultStr":null,"platform":"Semanticscholar","paperid":null,"PeriodicalName":"Epekeina-International Journal of Ontology History and Critics","FirstCategoryId":"1085","ListUrlMain":"https://doi.org/10.7408/EPKN.V8I1.167","RegionNum":0,"RegionCategory":null,"ArticlePicture":[],"TitleCN":null,"AbstractTextCN":null,"PMCID":null,"EPubDate":"","PubModel":"","JCR":"0","JCRName":"PHILOSOPHY","Score":null,"Total":0}
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Abstract
La crescente specializzazione dei saperi ha restituito un’immagine sempre piu frammentaria dell’essere umano, ridotto, a seconda delle diverse prospettive d’indagine, alle sue proprieta fisiche, chimiche o neurologiche, secondo il paradigma dominante delle scienze naturali. Questo riduzionismo, che si nutre di esponenziali progressi tecnologici, ha come effetto una radicale parcellizzazione della nozione di essere umano e della sua poliedrica natura psicofisica, depauperata della sua complessita e presentata dalle diverse scienze a partire da prospettive unilaterali. In questo scenario, dominato in larga parte da un’ontologia fisicalista, si avverte di nuovo l’urgenza di riformulare la Menschenfrage a partire da una prospettiva onnicomprensiva, che abbandoni le infinite micrologie dell ’umano, ovvero da un’antropologia filosofica, capace di interagire in modo fecondo con le scienze. Tale genuina istanza di confronto e integrazione tra i risultati delle scienze umane e naturali e incarnata dall’antropologia filosofica di Helmuth Plessner. Di tale antropologia il presente articolo intende lumeggiare gli esiti piu fecondi e attuali: l’interdisciplinarieta che informa il procedere dell’indagine plessneriana, la centralita assunta dalla nozione di corporeita e la conseguente ontologia continuista dell’organico proposta dal filosofo.